E ancora vieni in mezzo a noi.
Ancora nasci in mezzo all'umanità.
Il tuo Natale è un farci capire
che non sei stanco di questa gente,
di questi uomini, di questo popolo.
Ancora nasci in mezzo all'umanità.
Non sei stanco di noi,
mentre noi già siamo stanchi di tutto.
Non ci abbandoni,
quando noi preferiamo lasciar tutto e fuggire.
Ti fermi a parlare e fai parlare di Te,
quando noi preferiamo l'omertà del silenzio.
Sei presente, per supplire le nostre assenze,
sei disponibile per annullare le nostre scuse,
sei attivo per smascherare le nostre
giustificazioni.
E ancora nasci in questa umanità.
Non possiamo essere Te, piccolo bambino
del presepe,
abbiamo paura della tua nudità, sentiamo freddo,
abbiamo paura del tuo coraggio di nascere sempre,
siamo vigliacchi.
Ma pur non potendo essere Te
vorremmo essere i pastori
che pieni di stupore e senza indugio
vengono a trovarti,
o i magi che mai stanchi e indomiti
Ti cercano, nei buio e nella luce,
ma siamo noi...
stanchi di rinascere, paurosi di essere nudi,
pigri nel correre verso di Te,
incapaci di cercare, superficiali di ogni stupore,
e Tu rinasci in questa umanità.
Donaci il coraggio di accoglierti
bambino, straniero, diverso;
infondici la forza di vedere oltre,
dacci la possibilità di fare del bene.
Liberaci dalle catene dell'egoismo e
dell'indifferenza,
donaci il coraggio dell’essenziale
facci accogliere ogni uomo, come se accogliessimo Te.
Facci credere nell'incredibile,
Vedere l'invisibile,
fare l'impossibile.