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April 26
Il primo passo verso la salvezza è la rassegnazione. Riuscire ad urlare al mondo: “sono un debole!” E’ essenziale accettare la propria natura. Siate felice di non saper parlare in pubblico, gioite di essere dei depressi, non compiacetevi di non essere in grado di tener in mano nemmeno un bicchier d’acqua. Parlate, dialogate con il vostro simile, esprimete la vostra umiltà, la vostra umile umiliazione ad essere degli inetti, degli incompetenti, perché in voi si nasconde la profonda saggezza dell’essere umano. Non ignorate gli insulti, rispondete ad essi con il sorriso, accettate che il vostro avversario vi derida, siate consapevoli di cosa siete realmente: è questa la quiete dopo la grande tempesta. Non ostacolate nessun processo, combattete con rassegnazione, perché rassegnarsi è l’inizio della battaglia e non la fine di una lunga guerra. La vita è breve, anche le insidie sono brevi, ma numerose. Prendete tutto di petto e fate rimbalzare il “tutto” alla mente perché governi. Cadete una volta, due volte, mille volte, ma non restate mai a terra perché voi siete dei rassegnati, non dei perdenti. Abbiate la forza di piangere, di commuovervi, di manifestare le emozioni. Abbiate cura dei vostri cari, perché siete soli e resterete per sempre soli, ma loro hanno bisogno del vostro aiuto. Sorridete più che potete e cercate di ridere il meno possibile. Lasciate che le sensazioni entrino a far parte di voi, non mettete alcun divieto ad esse: loro sono voi e voi il tutto! Osate e non abbiate paura di alcunché, perché siete deboli e incapaci e nessuno avrà mai cura di voi. Imparate cosa sia il giusto e cosa sia sbagliato: non è la legge, non sono le regole della società né la morale! Siate fieri della vostra ignoranza, perché avete un punto di partenza verso l’infinito. Ricordate che siete degli impediti, degli incapaci, dei maldestri. Ripetetevelo ogni giorno sorridendo e siatene fieri! Diventate umili, perché umile è colui che sa di non esser capace ma dà ugualmente il massimo. Siate dei signori e camminate con la testa alta. Interessatevi a tutto e non trascurate mai nessun particolare. Ponetevi tanti perché: sono le uniche risposte che la vita offre. Siate liberi di far quello che volete. Non fate mai quello di cui non avete voglia e non fate mai quello che gli altri vi impongono. Non siate repressi, represso è chi non accetta e non vuol capire: è l’uomo forte. Scrivete, raccontante, parlate, diffondete il vero Verbum. April 24
Il voler conoscere spinge l’uomo ad apprendere che la propria ignoranza è di quanto più elevato egli possa possedere. Pertanto se io ora qui dico, che la politica nulla è altro che un evoluzione della religione, potrei avere torto quanto ragione. Del perché la contaminazione sia diffusa a livello mondiale non voglio spendere alcuna parola: non ne ho la facoltà. Cos’è l’uomo se non un animale razionale? E’ un animale avente intelligenza superiore agli altri, ma il più stupido di tutti, ecco cosa egli è! Il desiderio di “supremazia” che coltiva nel proprio animo bestiale è di quanto più naturale possa possedere, un dono maledetto che lo porta ad agire contro la volontà del proprio simile: egli è il pervertito, colui il quale parla con il solo intento di convincere le masse, di parlare a fini oratori degni dei migliori sofisti. Ordunque qual è il suo scopo? L’accattivare le masse? Questo voler fingere di operare per gli altri, questo smielato, perché altro non può essere, parlare di uguaglianza, di falsa uguaglianza, che ci viene raccontato da millenni, questo fingere che le leggi sono l’unico mezzo che rende “sicura” la civiltà inquinata, non sono altro che deliri di un povero pazzo! Sì, l’uomo è un folle in cerca di attenzione! E’ la giraffa che dal suo alto può e vuol osservare tutto. Si progredisce sempre orizzontalmente, in un unico lato, che sia giusto o sbagliato è la storia che lo dimostra. Ma quello che la Madre Storia, più di tutte, può dimostrare è la cecità dell’uomo, cecità che lo porta a ragionare con il corpo anziché con la mente. Questa sua voglia di predominio, questa sua voglia di essere colui che in realtà non è ma che appare anziché trasparire, non fa altro che identificarlo con il pervertito. In passato l’uomo era libero, poi capì che non era altro che un animale e nacque dapprima la religione poi sostituita dalla politica. Ed il politico non è altro che uno dei tanti sinonimi del pervertito! Egli ha la capacità di far credere agli altri ciò che in realtà non pensano, perché essendo di intelligenza superiore, ha ben chiaro il concetto che nessuno conosce la ragione. E così le pecore si accodarono al restante gregge e belarono tutte insieme, in quanto incapaci di comprendere e di poter argomentare. Ma da quel gregge qualcuno riuscì ad evadere, altri non vi entrarono proprio: erano i qualunquisti, coloro i quali parlano tanto per parlare (come i politici) ma non hanno la “divinità oratoria” di poter convertire il gregge, restando così delle povere pecore nere derise da tutti e da tutto. E venne il periodo della corruzione, della distruzione dell’anima, della canzonatura della ragione: l’epoca del politico moderno! Oh! Quanta voglia ho di dire, ma tutte le mie parole non basterebbero a musicare alcun discorso per un sordo e ad indicare alcuna strada ad un cieco! Chi vuol dormire dorma, gli altri imparino a giudicare ciò che è giusto da ciò che è buono! Diceva Eraclito che la cultura non insegna l’intelligenza. Come dargli torto? Io qui che della mia ignoranza faccio arte, non posso insegnare nulla a voi che già sapete più di me, o fate finta di sapere. Con la mia umile ragione, posso però indicare, al mio buon lettore, che la strada da seguire è altra e non è infelice come si pensa. Ma come posso io dire cose che non so? Pertanto ciò che io dico, non è ciò che si pensa. Al buon lettore di certo questo non è sfuggito, sarebbe cosa grave credere di aver compreso quando in realtà la mente è addormentata. Le basi, le fondamenta erano state costruite ma il pervertito ha avuto ragione sulla massa e le ha distrutte. Occorre quindi che le fondamenta o le basi che dire si voglia, vengano ri-costruite, con principi sani che occupino la mente dell’interpretatore, distogliendolo così da tutti gli altri principi che lo hanno condotto ad eleggere il pervertito come suo dio. Se si crede che ciò che io dico sia solo un abilità, una dote che mi permette di dire cose belle, privandole del loro significato interiore, mio buon lettore non fai altro che negare l’esistenza della tua ragione. Ma non badare a me, segui il tuo gregge loro sapranno consigliarti il sonno eterno dal quale nessuno è in grado di svegliarsi. E’ la culla dei poveri, degli stolti, dei pervertiti, al di là della quale non vi è altro che l’infinito, dove tutto prende forma e tutto torna nulla. Voglio fare un ultimo avviso al mio buon lettore dicendogli, che come ben saprà, nessuna rabbia può celarsi in ciò che si pensa sia giusto, mentre quello che è storpio non fa altro che generare rancore. Se i mie messaggi fossero ben accolti da tutti non riuscire nel mio intento che tu, buon lettore, avrai scorto nelle mie parole. Diceva Voltaire: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò sino alla morte il tuo diritto di dirlo”. April 20
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"<<All right! Now I have a question: how many of you have album PCD? ... “is lot of people!!” .. But right now I wanna share with you a song from the album, I don’t know if you know or not, but it’s a song that is personal to my heart. If you didn’t know how please me out with this called How Many Times How Many Lies>>"
Nicole Scherzinger / Pussycat Dolls - How Many Times How Many Lies Hanno provato a dirmi qualcosa Oh, Ma non ho voluto ascoltare nulla Quando mi hanno detto che tu mi stavi prendendo in giro Non ho voluto ascoltare Non l’ho voluto fare Non avresti potuto trovare una sciocca più cieca di me Sono qui Cercando attraverso ciò che è rimasto Curiosa di sapere perché il messaggio non mi è mai stato chiaro E ho capito che mi sono fidata della persona sbagliata Come ho potuto fidarmi di te?
Quante volte? Quante bugie? Per quanto tempo hai mentito? Per quanto tempo ti sei nascosto? Quante bugie? Quante volte? Tu eri qui ad ingannarmi Quando io ero qui a crederti
Ho incolpato me stessa Avrei dovuto ascoltare gli altri Loro sapevano che tu eri quello sbagliato Me ne sarei dovuta andare via Ci avrei dovuto vedere chiaro Ora sono contenta che non sei più qui Me ne sono andata e ho lasciato tutte le cose Che mi ricordavano di te Me ne sono andata e ho strappato via tutte le foto Perché non c’era neanche un pezzetto di verità
Quante volte? Quante bugie? Per quanto tempo hai mentito? Per quanto tempo ti sei nascosto? Quante bugie? Quante volte? Tu eri qui ad ingannarmi Quando io ero qui a crederti
Ci sono state molte volte.. Ci sono state molte bugie E non capisco perché sono rimasta con te Ci sono stati molti giorni Ci sono stati molti giochi Avrei dovuto cacciarti via Ma ora il gioco mi è chiaro Non ti crederò mai più Finalmente ho capito Ho aperto i miei occhi Il tuo gioco è finito
Me ne sono andata e ho lasciato tutte le cose Che mi ricordavano di te Me ne sono andata e ho strappato via tutte le foto Perché non c’era neanche un pezzetto di verità
Quante volte? Quante bugie? Per quanto tempo hai mentito? Per quanto tempo ti sei nascosto? Quante bugie? Quante volte? Tu eri qui ad ingannarmi Quando io ero qui a crederti Io ho aperto i miei occhi Oh sì
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April 18
Parlano di sicurezza e di rispetto. Siamo tutti uguali mi ripetono, ma sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Si fanno chiamare esportatori di democrazia, ugual diritti per tutti. Continuano a dire quell’orribile frase che siamo tutti uguali. Nessuno la ripete quando sono lì che hanno in mano il destino dell’altro. E’ l’esecuzione della bestia, il martirio degli innocenti, la condanna dei perdenti, perché homo homini lupus. La specie è progredita, il fisico sviluppato, la mente distrutta. Dio non è niente altro che l’evoluzione del pensiero umano. Non tutti hanno la consapevolezza, la conoscenza che conduce alla coscienza del sapere. Gli stolti, gli stupidi, la chiamano guerra santa. Sono distruttori della ragione, assassini dell’idee, usurpatori del pensiero. Siamo tutti uguali, mai simili. Rido quando parli di superiorità della razza, di parità dei sessi. Parli, agisci, ma non comprendi, sei l’idiota. Ti chiamano uomo moderno: Neanderthal. Devi usare una “maschera” per poter vivere. Essere finti, impersonare un altro per sopravvivere, per essere ridicolo. Vuoi essere una giraffa. Cerchi il sapere nel petrolio. Gli intelligenti sono costretti a soffrire, i giusti traggono dalla sofferenza il piacere: bellum omnium contra omnes. Parli di cinismo, di rispetto, di ferocia, di amore, imponendo il tuo pensiero ad altri. Non esiste torto o ragione. Mi insegni che bisogna essere sicuri, decisi, aver carattere, prestanza, perché occorre essere egoisti nei confronti della vita, per essere in grado di uscire dal fuoco in cui un tuo “simile” ti ha gettato. Sei un buffone di corte, un menestrello del tuo Io. M’illumino d’immenso: ed è subito sera. April 12
A volte mi chiedo cosa centri io con la mia età. Mi sento come una cavia di un esperimento andato male e ora vago per il mondo. Sono triste e depresso, ma ne sono fiero. Sarà che trovo nella mia infelicità quotidiana la mia forza di vivere. Sono triste, dunque felice. E’ questa la mia felicità: essere il più depresso possibile. Odio tutto e tutti, ma purtroppo devo conviverci. Cerco di limitare al massimo tutto ciò che odio eppure loro sono sempre lì. Chi sono loro? Loro sono tutti quelli che io odio. Bah ma questo è solo un inutile sfogo di un povero represso, di un giovane vecchio che non accetta la sua età. Sono triste e me ne vanto. Soffro d’ansia e me ne vanto. Leggo in giro che molti soffrono di ansia. Vorrei dire loro di non curarsi dai mali della società né tanto meno dal loro male: siatene fieri! Vi distinguete proprio per questo dalla massa! Usate questo vostro dono per capire! Ma le mie sono inutili parole per chi soffre di questo male. La verità è chi soffre non è l’ansioso ma chi lo circonda. Provate voi a dire ad un amico, un conoscente, un qualunque, quello che provate, le vostre paure, le vostre ansie e guardate cosa vi risponde. Loro fingono di sapere. Mi dicono, ci dicono, di guardare avanti, di non pensare, di provare e riprovare, perché con l’abitudine passa tutto. Ridete, sì ridete! Queste sono solo sciocchezze che meritano di essere derise. Non guariremo mai, perché questo nostro male in realtà non è altro che un bene. Spiace solo che gli altri non capiscano né tanto meno ci rispettino. Pazienza. Sono solo, sempre più solo. Inutile dire che sono circondato da tante persone che “credo” mi vogliano bene, è inutile. Rido. E’ inutile perché sono solo: è la mia natura. Sono destinato ad essere così. Ah il destino! Che bella favola. Se ognuno credesse che stiamo sulla faccia della Terra per qualche motivo bè… E scrivo, parlo, dico. Ma cosa in fondo? La realtà è una: non so parlare. Forse mi riesce leggermente esprimere le mie emozioni con lo scrivere. Non so dire di no, non so dire di lasciarmi in pace, non so arrabbiarmi come dovrei. Soffro, ma è giusto che sia così. Che io parli e poi non sono convinto di quello che dico, che parli e non difenda le mie idee, le mie opinioni, bè… Mi diverto? Sì è probabile. Sì è probabile che sia un bravo attore che interpreta la parte dello sciocco, dello stolto. Bè allora sì, mi diverto! Ma sono solo e resterò solo. Non chiedo che qualcuno mi ascolti, che mi capisca, niente di questo. Vorrei soltanto che gli altri non imponessero le loro assurde opinioni su di me. Te qui, te lì. E’ inutile dire di no, loro sono sordi e non han voglia di ascoltare e io divento, così, sempre più solo. Ma cos’è la solitudine se non un atto di clemenza verso se stessi? Non sono una bella persona né per quel che faccio ne per quel che dico. Infatti non faccio e non dico nulla. Mi vergogno di me stesso. Sono un insulso e ne son fiero! Ma gli altri non capiscono, né tanto meno voglio che lo facciano. Ma perché? Perché…. perché… già perché? Chi legge queste orribile parole può pensare che io sia solo un povero pazzo. Ha ragione, sono solo un folle che ha bisogno di cure. E allora curatemi! Ma voi stupidi sapienti, che mai dite di non sapere, come potete comprendere? Ah, già, giusto! Mi ero dimenticato che io non voglio che voi comprendiate. Tanto a cosa servirebbe? Cosa mi importa di voi? Nulla. Niente siete, niente sono. Scrivo. Questo è il mio unico senso di appagamento: buttare giù un paio di parole che possano apparentemente avere un senso. Sono stufo, ma non perché non ho voglia di vivere. Sono troppo curioso per abbandonarmi del tutto. Ma curioso di cosa? Neanche io lo so. Forse sono curioso di capire di cosa sono curioso. Vorrei tanto apprezzare una bella giornata di sole e urlare: “mi sento benissimo oggi!” Mai lo farò. Non ne vedo il motivo. Ma perché dovrei urlare di essere felice? Io sono felice in questo mio stato di insoddisfazione. Chiedo solo libertà e fiducia. Ma nessun pazzo potrà fidarsi di queste richieste. Voglio andare lontano con la mia immaginazione perché è l’unica via di fuga che mi possa permettere, perché è la più sana, perché non rovina il corpo. La “vera” immaginazione non fa altro che fortificare la mente, non fa altro che creare il genio. Peccato che io non lo sia. Mi accontento di questa mia misera immaginazione, che poi tanto lontano non riesce a portarmi. Odio le persone, odio i bambini, odio le donne, odio i violenti, odio i buoni, odio me stesso. Ma è un odio positivo. Sì ridete a queste mie parole avete ragione, non potete capire. Ah, mi dimentico sempre, la mia povera mente è affaticata. Voi non dovete comprendere! Ecco l’ho ripetuto, spero non mi dimentichi di nuovo. Ora dite che sono in errore, che bisogna reagire, vivere giorno per giorno, socializzare, fare esperienze e stronzate del genere. Ma smettetela, non fate altro che disgustare il mio stomaco! E questo mi resta da fare in questa mia triste attività di osservatore. Non sono altro che un ragazzo borderline della società. April 09
Ho paura… Una voce dal nulla urla nel silenzio, nel silenzio del mondo dei sordi e dei muti. Il nemico è lì con te, ti circonda, ti attanaglia e te sei solo un povero inerme che può solo guardare, misero del proprio sapere. Già perché te sai e pur non lo vedi mentre ti assale alle spalle, ti getta nella mischia e ti deride. Lui è lì con te ogni singolo giorno della tua misera esistenza. Non lo vedi, puoi combatterlo, non vuoi. Che sia un lui o una lei non ha alcuna importanza. Chi è il mandante non merita alcun interesse. Te sai ed è per questo che vieni punito. Tradito, ucciso, pugnalato alle spalle da chi conosci. “Da quanto…” “Da tanto.” “Come te ne sei accorto?” “Un giorno, anni fa, lì in quello…” Non sai in realtà chi sia, né come sia fatta, né sai se realmente esiste. Senti che ti osserva giorno per giorno, che ti spia, che vuole te, che è parte di te. “Hai provato con…” “Sì, ma non ha funzionato.” Come fare? Dove scappare? Non c’è luogo per la fuga. L’unica fuga sei te. Ogni giorno speri che sia quel giorno. Cerchi ma non trovi. Per strada, a casa, ovunque te vada continuerai a sentire il suo fiato sul collo, la paura che scende lentamente lungo la schiena. Ti giri una volta, due volte, mille volte e non riesci mai a vederla. Sai che c’è, ma non sai dove sia realmente. Chiedi aiuto alla droga, supplichi l’alcol, ma nessuno può aiutarti: te sei la fuga, te la soluzione. Fingi di non capire, conosci la cura, puoi trovare la soluzione. È il male che ti circonda, invisibile ai tuoi occhi. Piangi. Gli amici non possono aiutarti, non sanno cosa sia realmente e di cosa è capace. Ecco che ora ti trovi a passeggiare lungo il bordo del non essere, del nulla che vuol prender forma. Ti accorgi che ti spia e corri, corri, solo questo puoi. Vuoi aiuto e ti viene offerto da coloro che vivono nell’oblio della dimenticanza. In lontananza vedi un signore anziano, con le mani incrociate dietro la schiena, che ti sorride. Lui ha la chiave per annientare il tuo nemico. La pioggia scende lentamente e viene assorbita dal terreno, che nulla può, nulla deve fare. È l’alba, ti alzi ed il suo respiro è lì con te. La lunga bugia dell’esistenza. Esser per non essere ma per voler apparire. Soffri, vieni bastonato, malmenato, insultato. Lei ti deride nuovamente e te a terra per l’ennesima volta. L’uomo anziano ti guarda e lentamente si avvicina. Ti porge la sua mano per aiutarti ad alzare. Passeggiate insieme mentre il cielo fa dono della sua pioggia alla terra, alla natura. Un gatto ti osserva incuriosito, poi fugge via. Rincorre qualcosa, ha visto qualcosa. La sua curiosità lo attrae lontano dalla tua vista. Continuate a passeggiare fino a raggiungere due sedie, che sono poste nel bel mezzo del nulla. Vi sedete. L’uomo anziano ti guarda e sorride, mentre la pioggia cade delicatamente sul tuo volto. Senti la sua presenza, ti alzi, la vedi: hai un arma questa volta. Ti siedi da povero inetto qual sei e sorridi. Sorridi perché hai capito, hai la tua arma vincente. Sai in realtà che non è una vera e propria arma, ma ti piace al momento avere questa idea bislacca. Piove solo su di te. L’uomo anziano ti guarda con occhi di ammirazione, ti batte una mano sulla spalla e si dilegua nel nulla. Anche il paesaggio fatto di nulla sembra tornare alla sua origine, alla monotonia della vita quotidiana. Sei in strada fra la gente. Senti una presenza, la presenza del tuo nemico. Ti volti e in lontananza la vedi, non ha forma, non ha niente, non è niente, ma tua la vedi. Sorridi, non ridi: sai che questo spetta agli ebeti. Alzi una mano e saluti il tuo denigratore con occhi ricchi di un nuovo sapere, una nuova vista. Ti giri e cammini lungo la strada, mentre milioni di persone ti beffeggiano. Il tuo nemico è forte e non vuol mollare la presa su di te. Ti fermi, osservi e capisci. Allunghi un nuovo sorriso al tuo schernitore, gli poggi una mano sulla spalla e prosegui, ancora una volta, lungo quel sentiero indifferente. April 03
C'è chi nasce come Paperino sfortunato sempre pieno di guai.. C'è chi invece come Topolino carino, intelligente, simpatico alla gente.. c'è chi come Parperon de Paperoni.. pieno di fantastiliardi di miolioni ma poi sta sveglio tutte le notti per paura che arrivi la Banda Bassotti.. C'è chi vive come Eta Beta.. sembra che abbia la testa su un altro pianeta ma non si alza la mattina se non sniffa un pò di naftalina... C'è chi come Pietro Gamba di Legno è sempre preso in qualche losco disegno.. C'è chi vorrebbe avere tutte le risposte come nel manuale delle Giovani Marmotte.. Ma io mi sento come Wile Coyote che cade ma non molla mai.. che fa progetti strampalati.. sempre troppo complicati.. e a quel Bee Beep lui non lo prenderà mai.. Ma siamo tutti un pò come Wile Coyote che ci ficchiamo sempre nei guai.. ci può finire il mondo addosso.. finire sotto un masso.. ma noi non ci arrenderemo mai..
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