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    March 30

    I giovani: responsabilità, costume e speranze future

    La vita quotidiana ci induce a riflettere attraverso i molteplici aspetti che ci propone. Molteplici così come gli scenari che il destino ci offre.
    Egoismo, cinismo, violenza, amore, dolcezza, solidarietà, parole, emozioni, sentimenti che possono essere rilegati in un unica parola: società.
    Una società moderna capace di creare e distruggere, di far amare e di far odiare.
    Dalla clonazione alla guerra in Iraq, dal potere alla povertà.
    Fulcro della società, elemento principale del futuro quanto del presente, non possono che essere i giovani.
    Molte sono state le parole che vengono spese su di loro, sia esse positive, sia esse negative. C'è chi ama definirli zombie. Come nel caso del sociologo Alberoni, e chi invece ripone in loro labili speranze.
    Ma come è giusto definire questo fiore all'occhiello della nostra società?
    Superficiali, difficili, rozzi, violenti, ma anche solidali, intelligenti, svegli, pronti a rischiare.
    Un detto dice che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Eppure ancora oggi risulta difficile fare delle differenze tra gli uni e gli altri.
    Indisponenti, menefreghisti, maleducati, individualisti, un ritratto che potrebbe diventare un capolavoro di arte moderna.
    Fanno della violenza il loro motto, della moda la loro arma preferita, il divertimento il loro scudo, l'anarchia la loro politica.
    Non li distingui l'uno dall'altro, tutti vestiti uguali, tutti con la stessa mentalità.
    Provate ad affrontare con loro un discorso incentrato sul pensiero, sulla vita.
    Chidetegli se leggono e qual è stato l'ultimo libro sfogliato.
    Probabilmente rischiereste solo di essere presi in giro. La loro superbia risiede nell'ignoranza. Ma non un ignoranza intesa nel senso di una mancata istruzione, ma ignoranza nei confronti della vita. Fingere di non vedere, fingere di non sapere, di non capire cosa ci succede, ci accade intorno, questa è la vera ignoranza che riecheggia nei loro animi. Non sanno cosa sia la responsabilità, la gestione, l'organizzazione.
    Preferiscono vivere alla giornata, farsi condurre dal destino. Ma non tutti sono in grado di percepire gli aiuti che il fato ci offre, non tutti hanno gli occhi per vedere. Questo non lo sanno, eppure dicono di sapere già tutto. Hanno mille problemi, mille difficoltà. Fortunatamente sanno come ci si comporta nella vita, sono tipi duri che non mollano, sono sicuri di quello che dicono e di quello che fanno. Ciò nonostante alla prima seria difficoltà rischiano di cadere per mai più rialzarsi.
    Se è vero che tutti i mali sono alla radice, parte di quella radice sono anche tutti quei giovani che definiamo profondi, meticolosi, diligenti, affidabili, perché non è giusto colpevolizzare solo una parte della nostra società.
    La comunità moderna in cui viviamo non è frutto di una sola parte della società, ma è la creazione di tutto l'insieme che ha portato a risultati che tutti possono constatare nella vita quotidiana.
    Molti giovani hanno il desiderio la voglia di cambiare il mondo, di spaccare, di renderlo un mondo migliore. Forse non ci riusciranno mai, ma è sempre bene provarci, crederci fino in fondo.
    Ed è a tutti loro che hanno questa voglia, questo desiderio, che si rivolge questo articolo. Non abbandonate l'altro lato della medaglia, ma mostratelo luccicante e orgogliosi. Non lasciate, non lasciamo, che questi ragazzi invecchino senza maturare.

     

    Una citazione per riflettere:
    Una vita che miri principalmente a soddisfare i desideri personali conduce prima o poi a un amara delusione.
    Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 142.

    March 29

    Fahrenheit

    Le cose non sono mai come sembrano.. pensiamo di capire il mondo intorno a noi ma in realtà vediamo ciò che sta all’esterno.. ciò che appare… Anch’io ero come te, prima credevo nell’umanità, nei quotidiani, nella pubblicità, nella politica e nei libri di storia, ma un giorno il mondo ti dà un bel calcio nei denti e tu non puoi fare altro che vedere le cose come stanno per davvero…

    Il mio nome è Randall. Sono un ragazzo normale, al quale è successo qualcosa di straordinario.. forse doveva succedere, era scritto nel mio destino, nel mio karma, oppure altrove.

    Sono sicuro di una cosa: niente sarà più come prima.

    Tutto è iniziato qui.. dove altro poteva succedere!? New York, capitale dell’universo, scacchiera scelta dal destino per l’ultima grande partita.

    Ero una pedina come tante e vivevo come tale.. ma quella notte il caos è entrato nella mia vita…… J

    March 28

    Blade "runner"

    Ho visto cose che voi umani non avete mai visto. Neanche immaginato. Ho visto persone sopravvalutarsi, come l’acqua passa sotto i ponti. Ho visto perché ho potuto vedere, ma non avrei mai voluto vedere. E parlo nel mio stile al mio simile, all’uomo coscienzioso, quando dico di aver visto cose che voi stupidi “normali” non avete mai sognato.
    Parlo della velocità, dell’ebbrezza, dell’orgasmo roboante . Mi riferisco a tutti quegli stupidi (e mai basteranno mille insulti) che credono di sapere e trovano nella velocità le loro risposte.
    Il sapere, purtroppo cosa di pochi (o dovrei dire da poco?), è l’indole che conduce alle risposte, ma pone anche mille interrogativi. Ma il sapere, pardon per chi non lo avesse ben compreso, non è la cultura. Lungi da me dare una definizione del genere! Quando parlo di sapere, lo faccio nel vero senso stretto della parola.
    Chi conosce, chi vuol conoscere, non è certo l’architetto, l’ideatore della grande fuga. Eppure in un mondo dilaniato dal falso sapere, la radice continua a produrre male con i suoi frutti.
    Ed ecco che migliaia e migliaia di “uomini volanti”, non supereroi ma super-idioti, imperversano in ogni angolo. In questo momento, nel momento precedente e in quello futuro.
    La toccata e “fuga” (e non il capolavoro di Bach sia ben chiaro) è quella che permette di distruggere ogni forma di limite, che qui non pronuncio per non cadere nello scherno.
    Quella fuga che porta all’orgasmo è un tumore radicato nei meandri perversi della mente umana di molti… come definirli… bulimici nei confronti della vita? Il correre via, lontano, cercando di abbattere la barriera del mach 1, cercando di abbattere dei profondi disagi interiori, non porta a nessun risultato concreto. Lo sfogo, lo sfogarsi, è un diritto che spetta a tutti noi: è un dono. Piangere, ridere malsanamente, urlare, Parlare, questo è il vero “orgasmo”. La fuga, la corsa, la gara, lo zigzagare, l’acceleratore, il freno, la frizione, il cambio, non sono forse questi sintomi di un “mal di vivere” collettivo? Di una indecenza mentale? Di un atteggiamento insulso ai danni della propria ragione?
    Mai basteranno mille insulti, mille parole, mille scritti, perché continuerete a volare ignari dei vostri problemi, nascondendovi dietro la solita maschera di superiorità e aggressività.
    Continuiamo ad erigere quel muro di incomunicabilità, che tanto fu caro a Montale. Continuiamo a fuggire, a “correre” contro quel muro, a sfasciarci contro i nostri dilemmi, i nostri problemi, le nostre paure.
    E’ il solito circolo vizioso, si entra, si diventa e ci si resta. Dovremmo tutti diventare ciechi per imparare a vedere.

    February 21

    Ancora un altro sfogo!!

    Eh sì per l'ennesima volta anche oggi apro il mio blog.. e do libero sfogo alla mia mente!!

    Sono nervoso. Sono le 14:52 e sono tremendamente nervoso. Ieri notte ho dormito pochissimo alle 4:00 in strada hanno cominciato ad asfaltare e hanno fatto un rumore tremendo, come ogni mattina, dalle 4 alle 6:30, e come ogni mattina...mi sono ritrovato nel letto ad occhi aperti a pensare a tutto quello che mi circonda, e non ho trovato molte cose positive. Sì, ok, sono io il paranoico che si fa le menate, embe'? sono libero di farlo. E se sono nervoso e' ancora peggio.

    Eh sì, perchè uno si rompe il culo per gli altri e fa i favori per poi sentirsi dire quando ne chiede uno "no, ho da fare" "no non è possibile". Bisognerebbe ricambiare con la stessa moneta, ma si sa, non ne sono capace. Alle 7:30 sono uscito da casa per andare all'università, avevo dimenticato il libro, così.. vedendo che i miei colleghi davanti ne avevano tre in 4, ho chiesto "Raga,  per favore mi prestate un libro?" per sentirmi rispondere "non posso perchè devo sottolineare mentre il prof spiega".. “No non posso, il libro non è mio”.. e altre scuse del cazzo!!.  Ma cazzo, se sei a lezione, cosa vuoi sottolineare? e poi, io ho sempre fatto tutto per gli altri, ci sono persone che hanno miei libri da 3 mesi eppure io non parlo perché  so che per ora non mi servono mentre a loro sì. Come un coglione.. dico "vabbè, fa lo stesso"  e mi rimetto lì a pensare. Bisogna far uscire le palle e mandare tutti a fanculo. No dai tutti no, non LEI!!!!!!!!!!!....

    In fin dei conti, sono io quello troppo coglione, QUELLO CHE NON SA MAI NULLA.. QUELLO CHE NON DICE MAI NULLA... QUELLO CHE NON FA MAI NULLA PER CAMBIARE STA SITUAZIONE DEL CAZZO.. E SOPRATTUTTO SONO IO QUELLO CHE NON CAPISCE MAI UN CAZZO... e tutti voi lo sapete.. perciò ne approfittate alla grande!! E mi butto nella musica dando onore a Christina Aguilera!! e se lei la domenica sta tutto il giorno nuda per casa a fare le sue cosucce.. è sempre meglio di voi!! e sicuramente preferisco ascoltare le sue canzoni che le vostre stronzate!!

    quindi se vi caga il cazzo sto blog, sappiate che è un caso raro che io sia qui a scrivere queste cose, sono diverso di solito, e poi non mi fotte un cazzo, è il mio blog, se non vi va cambiate pagina.  

    February 20

    SFOGO MOMENTANEO… ?!

    Come i bambini con la testa avvolta tra le braccia, poggiata sul banco che piangono. Senza un motivo, senza un perchè.

    Stessa situazione. Per un’ora sono stato sepolto tra pensieri e stati d’animo senza un nome, mi facevo pena da solo. Coricato sul divano, con il libro di letteratura davanti, poi l’ho spostato per evitare che le mie lacrime lo rovinassero.

     

    Eh sì.. riflettendoci, hanno ragione gli altri nel dire che dentro me ci sono due persone.. una buona, fragile…sensibile… l’altra dura, cattiva, che reagisce….

    Ora però….sento solo un gran vuoto dentro. Sento di dover cambiare qualcosa in questa vita…

    per me stesso (forse) e per portare avanti quella magia che dall’Ottobre 2005 (in un certo senso) mi ha trascinato dentro se… sento che se resto così finirà tutto per davvero, e piango cazzo, piango…ma nello stesso tempo mi rendo conto che non vorrei cambiare niente. E’ proprio vero. Che vita è la mia? Vado all’università’ e sorrido 3 giorni per un 30 preso passando i giorni a studiare per non pensare ad altro. Vado in una palestra per cercare di migliorare me stesso (e qualcun altro) non rendendomi conto che forse esteriormente è tutto ok e ciò che deve cambiare è la mia mente.

     

    ..<<Vuoi una sigaretta?No, grazie non fumo. Vuoi un amico? No, grazie sono troppo abituato a stare solo>>.

     

    Dovrebbe cambiare tutto, dovrei fare “Clear” su questi 24 anni? Forse. Ma per quanto umile e vuota sia la mia vita, per quanto viva un giorno da leone e 1000 da pecora…vivo nella speranza che quel giorno da leone arrivi…senza trovar la forza per rendere tutto diverso e aspettare con ansia di vivere il giorno da pecora con l’abitudine di vivere come un leone.

     

    Sto scrivendo e non so neanche cosa. So solo che le mie lacrime si sono fermate. Quindi qualsiasi cazzata abbia scritto, mi è servita.

    February 15

    La Poesia...

    .. Questo è un mio BREVE pensiero riguardo alla poesia..

    La poesia è una forma di comunicazione con la quale si manifestano agli altri momenti di vita vissuti, emozioni provate. La mente sa interpretare le emozioni, sa organizzare le nostre percezioni, sa individuare relazioni, sa costruire schemi e sa muoversi anche al di fuori di essi.

    Attraverso il linguaggio poetico si impara a poco a poco a conoscersi come si è fatti “dentro” e questo serve per acquistare sicurezza, fiducia in se stessi e per costruire la propria identità.

    Provare a scrivere una poesia non è altro che saper leggere la nostra mente, saper ascoltare la voce del nostro io interiore, saper percepire le nostre emozioni e sensazioni, saper sognare, riuscire ad essere “grandi” pur amando le piccole cose.

    “Fare poesia” è guardare la realtà con occhio diverso, con sensibilità e profondità di sentimenti, è esprimere ciò che si prova con un linguaggio particolare.

    Con il linguaggio poetico si impara ad usare la fantasia con la quale possiamo modificare la realtà a nostro piacere. Con la poesia si impara a creare qualcosa di bello e si impara ad apprezzare quello che di bello ci propongono gli altri.

    Si scrive di getto quando si vivono emozioni forti in positivo o in negativo, quando invece la vita scorre tranquilla la vena poetica sembra in letargo. La poesia è un atto creativo con il quale si vuole manifestare in versi una determinata visione del mondo.

     “La poesia è il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire. Quando il mio cuore gronda per lo strazio delle parole che feriscono, dei silenzi che trascinano verso il precipizio. Quando sono diventato così impenetrabile che neanche l'aria riesce a passare.”

    February 12

    La coppia più bella del mondo!!

     
    Christina & Jordan!
     
     
     
     
    E' o non è la coppia più bella del mondo??
    Per me #1!!!!!!!! J
    February 08

    La giornata di oggi non potrà più essere vissuta!

    Non ci è data la possibilità di riavvolgere il nastro e cambiare ciò che abbiamo fatto.
    Nel bene o nel male ogni giorno è unico, ogni azione, pensiero, decisione, esperienza vissuta oggi, determina ciò che saremo nel resto della nostra vita.
    Oggi è quindi il giorno più importante: in quanto unico, in quanto determina il futuro.
     
     
    Perchè ho scritto ciò?! semplicemente perchè non ho un cazzo da fare e da pensare!!
    Peace out!
    January 31

    Ti vincerò

    Non ti chiamerò per nome ... ti disprezzo! Non ne sei degno! Ma ti combatterò finchè avrò fiato in corpo e ti vincerò. Te ed io. Una guerra senza esclusione di colpi. Senza pietà. Senza umanità. E ti batterò. Sappilo! Non mi fai paura. Mi fai solo pena.

    January 28

    Gunny

    È meglio che prenda nota: io sono cattivo, incazzato e stanco. Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo a una pulce a duecento metri. Per cui va' a rompere il cazzo a qualcun altro.
    January 24

    The creation of the Nutell

    Much time ago, many, many, many, ma 'na cifra de years ago, at the beginning of the initiation of the mond, there was the caos. One day, God (God is the name of art of Dio), who was disoccupated and annoyed, had a folgorant idea: and so he created the Nutell. And God saw that the Nutell was good, very good, very very good, good 'na cifra. The mangiation of God was long: he manged one trillion of barattols of Nutell, sfrutting the fact that God has not a mam that strills if he sbaffs too much Nutell... And after this mangiation, God invented the "water closed run" (the "cors to the cabinet"), and some Nutell's derivates like the red bubbons, the panz, the cellulit, and ceter and ceter.

    Afterofwhich (="dopodiché") he invented Adamo and Eva and the Paradise, and he dissed to them: "Now you have all the Paradise, you can do everything, very tutt: you have the permission to eat, to drink, to kiss, to scope, nothing lavor, nothing affit, nothing concors for impiegats, nothing code at the post, nothing IRPEF, ILOR, and ceter and ceter. Only very ozious life: television, telenovels, football, moviols, process of Monday, appeal of Tuesday, cassation of Wednesday, and ceter and ceter. You have gratis restaurants, cinemas, theaters, all the Paradise is yours: air-conditioned, auto-riscaldament, moquette, parquett, tresset, bidet, omelette, eccet, eccet. There's just one thing, ramment, in all the Paradise just one thing absolutely prohibited. Come, come with me in the giardin...", dissed God: "This is the Nocciol, the alber of the Nutell. Only this alber of the Nutell is prohibited, because I like the Nutell very much, very very much, much 'na cifra, and I want all the Nutell for me".

    During the first times, Adamo and Eva stayed very happy. Adamo used to dir: "What a cool! ["cool" is not in Italian "freddo", no, "what a cool" means "che culo"] All the Paradise is nostr!". And ognigiorn they discovered something new: a lot of scoperts, many scoperts, many many scoperts, 'na cifra de scoperts: one day the scopert of the hot water, one day the scopert of the spaghettis, one day the cigarettes, and ceter and ceter. But one day, a thrist day, a very very thrist day, thrist 'na cifra, Adamo and Eva did the scopert of the first colation; and after the scopert of the cappuccino, of the orange suck, of the cornetts, they capiscd that something was mancant. "Eva!", said Adamo, "Don't you pens that qualcos is mancant here, proprio here, 'ncopp this fett?"; "Second me" Eva risposed "'ncopp the fett you have to mett burr and marmelade"; "No, no Eva, you know that the marmelade skifs me; I want 'ncopp this fett something very particular, very very particular, 'na cifra particular... what do you pens about the Nutell?"; "No, Adamo you are scording that the Signor said that's vietat!"; "Yes, I ramment, but only a little assaggiation, don't succeds nothing!". And so Adamo scended in the cortil where the alber of the Nutell was, and he prended a small barattol, and spalmed the brown cream on his fett and assaggiated it.

    Adamo and Eva didn't have the time to exprimer their godiment that the tuons and fulmins appeared in the ciel and one voice said: "Adamo, Eva, come here! I'm very incazzed with you, very very incazzed, 'na cifra incazzed! How did you permit yourselves to tock my Nutell? Haven't you rammented that it's prohibited?"; "Cazz!", esclamed Adamo, "It was prohibited! Oh, sorry, God, I'm very very sorry, sorry 'na cifra, God, I really really was completely scordat..." "Don't do the fint tont, Adamo! I'm God, I can see everything, very tutt, and I know that you have deliberatamently assaggiated the Nutell! So you'll have a big punition, a castig for your peccat... But thenwhich (="poiché") I'm God, I'm sconfinately good, you can choose, you have two scelts: scelt number one: nothing Nutell for ever and ever in the secolies of the secolies, amen!"; "Nooo!", Eva incominced to piagnucol, "It's a very tragic thing, very very tragic, tragic 'na cifra!"; "Aspett!" said God "Don't be trop frettolous woman... Scelt number two: you can take the Nutell, no problem, let's prend, prend, but for you is the cacciation from the Paradise. You'll have to labour with the sudor of the front, you'll zapp the terr, you'll have mal of skien and, like this don't bastass, everytime you mang Nutell the malediction of the brufols, of the mal of panz, of the cacarel will be cadent on you!"; "Alé!", exclamed Adamo, "Thank you God, thank you, it doesn't interess to us the cacciation from Paradise, the important is to have the Nutell!".

    And so Adamo and Eva were cacciated, and this original peccat and this malediction cadded on them and on their descendents, and on the descendents of the descendents. Infact, at alltoday (="a tuttoggi"), you can see in the publicity all the ragazzs that, to have one miser fett of pan and Nutell, scal the mountains, stay in a tend at fredd and at jazz, and ceter and ceter. But the final pensing of we all is: better fatic and soffer with the Nutell moresoon (="piuttosto") that the Terrestr Paradise senz the Nutell.

    January 16

    Lentamente muore

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
     
     
    Pablo Neruda
    January 12

    Gli occhi ... specchi della nostra anima!

    Molte volte mi sono sentito rivolgere la seguente domanda:
    "Cosa ti colpisce di una donna?"
     
    Bè ... la mia risposta è sempre stata una: "Gli occhi".
     
    Può sembrare banale o falsa questa mia risposta, ma vi garantisco che non è così.
     
    Guardando una persona fissa negli occhi si riescono a percepire le sue sensazioni, le sue emozioni e scoprire le sue paure.
     
    Gli occhi sono il mezzo di trasmissione della nostra sincerità.
    Chi vuole nascondere qualcosa, difficilmente riuscirà a guardarci negli occhi.
      
    Gli occhi ci permettono di ammirare le bellezze che ci circondano ...  
    Gli occhi ci permettono di sedurre ...
    Gli occhi ci permettono di piangere ...
     
    Gli occhi ... gli occhi ... specchi della nostra anima!!
    December 23

    E Ancora Vieni.. Natale..

    E ancora vieni in mezzo a noi.
    Ancora nasci in mezzo all'umanità.
    Il tuo Natale è un farci capire
    che non sei stanco di questa gente,
    di questi uomini, di questo popolo.

    Ancora nasci in mezzo all'umanità.
    Non sei stanco di noi,
    mentre noi già siamo stanchi di tutto.
    Non ci abbandoni,
    quando noi preferiamo lasciar tutto e fuggire.
    Ti fermi a parlare e fai parlare di Te,
    quando noi preferiamo l'omertà del silenzio.

    Sei presente, per supplire le nostre assenze,
    sei disponibile per annullare le nostre scuse,
    sei attivo per smascherare le nostre
    giustificazioni.

    E ancora nasci in questa umanità.
    Non possiamo essere Te, piccolo bambino
    del presepe,
    abbiamo paura della tua nudità, sentiamo freddo,
    abbiamo paura del tuo coraggio di nascere sempre,
    siamo vigliacchi.

    Ma pur non potendo essere Te
    vorremmo essere i pastori
    che pieni di stupore e senza indugio
    vengono a trovarti,
    o i magi che mai stanchi e indomiti
     

    Ti cercano, nei buio e nella luce,
    ma siamo noi...
    stanchi di rinascere, paurosi di essere nudi,
    pigri nel correre verso di Te,
    incapaci di cercare, superficiali di ogni stupore,
    e Tu rinasci in questa umanità.

    Donaci il coraggio di accoglierti
    bambino, straniero, diverso;
    infondici la forza di vedere oltre,
    dacci la possibilità di fare del bene.
    Liberaci dalle catene dell'egoismo e
    dell'indifferenza,
    donaci il coraggio dell’essenziale
    facci accogliere ogni uomo, come se accogliessimo Te.


    Facci credere nell'incredibile,
    Vedere l'invisibile,
    fare l'impossibile.

    November 30

    My Savior, My God - Aaron Shust

    I am not skilled to understand
    What God has willed, what God has planned
    I only know at his right hand
    Stands one who is my savior
     
    I take him at his word and deed
    Christ died to save me this I read
    And in my heart I find a need
    For him to be my savior
     
    That he would leave his place on high
    And come for sinful man to die
    You count it strange, so once did I
    Before I knew my savior
     
    My savior loves, my savior lives
    My savior's always there for me
    My God he was, my God he is
    My God he's always gonna be
     
    Yes, living, dying; let me bring
    My strength, my solace from this spring
    That he who lives to be my king
    Once died to be my savior
     
    That he would leave his place on high
    And come for sinful man to die
    You count it strange, so once did I
    Before I knew my savior
     
    My savior loves, my savior lives
    My savior's always there for me
    My God he was, My God he is
    My God he's always gonna be..
    November 15

    Il Donare

    Voi donate ben poco quando date ciò che possedete. E' quando donate voi stessi, che date veramente.

     Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo danno per averne riconoscenza, e questo desiderio nascosto rende corretto il loro dono. E ci sono quelli che possiedono poco e lo danno tutto. Sono coloro che hanno fede nella vita e nella sua generosità, e il loro forziere non è mai vuoto.

    Ci sono quelli che danno  con gioia, e la gioia è la loro ricompensa.

    E ci sono quelli che danno con pena, e la pena è il loro battesimo.

    E ci sono quelli che danno senza provare né rimpianto, né gioia. Essi donano in modo simile al mirto, che laggiù nella valle sprigiona la sua fragranza nell'aria.

     Tutto ciò che avete un giorno sarà ceduto; perciò date adesso, affinché la stagione del donare possa essere vostra e non dei vostri eredi.

    Spesso dite: "Vorrei dare, ma solo ai meritevoli".

    Gli alberi del vostro frutteto non esprimono questo, né il gregge del vostro pascolo. Essi donano per vivere, perchè trattenere è perire.

     E voi che ricevete - e tutti ricevete - non permettete che il peso della gratitudine, imponga un vincolo tra voi stessi e chi vi ha donato.

    Poiché preoccuparsi del proprio debito, è dubitare della sua generosità che ha per madre la fertile Terra, e per padre Dio.

     

    November 02

    Fiducia in Sè Stessi

    Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per voi nel vostro cuore è vero per tutti gli uomini, ecco dove sta il genio.

    Un uomo dovrebbe imparare a scoprire e a tenere d'occhio quel barlume di luce che balena dentro la sua mente, più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei saggi. E invece respinge, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perchè è il suo.

    In ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati: essi ritornano a noi con una certa allineata maestà.

    Grandi opere d'arte non ci offrono una lezione che sia per noi più significativa. Esse ci insegnano ad affidarci alle nostre spontanee impressioni con serena inflessibilità, soprattutto quando l'intero clamore di voci è dalla parte opposta. Altrimenti, domani un estraneo potrebbe dire con magistrale buon senso esattamente ciò che abbiamo pensato e sentito tutto il tempo, e noi saremo costretti, con vergogna, a ricevere la propria opinione da un altro.

    Quello che devo fare è tutto ciò che riguarda me, non ciò che pensa la gente. Questa regola, difficile da applicare sia nella vita pratica che nella vita intellettuale, potrebbe servire come esatta distinzione tra grandezza e mediocrità. Tutto è reso arduo, perchè troverai sempre quelli che credono di sapere quali siano i tuoi doveri meglio di quanto non lo sappia tu stesso. E' facile nel mondo, vivere secondo l'opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo la nostra; ma l'uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l'indipendenza della solitudine.

    October 31

    Una Storia Vera

    Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri.

    Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere.

    Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e tornarono indietro... ciascuno di loro. Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?" Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo.

    Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia.

    Perché?

    Perché dentro di noi sappiamo che: la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa. "Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela".

    October 30

    Orme

    Una notte un uomo sognò di trovarsi a camminare lungo una spiaggia con il Signore. Nel cielo venivano proiettate alcune scene della sua vita mentre sulla sabbia notò che apparivano due file di orme.
     
    Quando fu proiettata l'ultima scena della sua vita, egli si accorse che molte era apparsa sulla sabbia soltanto una fila di orme. Notò, inoltre, che ciò si era verificato in corrispondenza dei suoi momenti più bui.
     
    A tal proposito interrogò il Signore. "Signore, mi avevi detto che dal momento in cui avrei deciso di seguirti, tu saresti stato per sempre al mio fianco. Ma ho notato che c'è soltanto una fila di orme. Non capisco perchè proprio quando avevo più bisogno di te, tu mi abbia lasciato solo".
     
    Il Signore rispose, "Figlio mio, io ti amo e non ti ho mai abbandonato. Durante i tuoi momenti di sofferenza e di prova, quando vedi una fila di orme, io ti ho portato in braccio".
    October 29

    Il Silenzio

    Tutti hanno paura del silenzio.

    Tutti si sforzano di uccidere il silenzio.

    Anche nei monasteri

    Spesso c'è poco silenzio.

    Perché appena l'uomo fa silenzio

    Comincia a comunicare con se stesso.

    Appena l'uomo fa silenzio

    Comincia a vedere dentro di sé.

    E vedere dentro di sé fa paura.

     

    Bisogna creare isole di silenzio

    Intorno a noi e nelle nostre occupazioni:

    Sono isole di difesa, sono isole di ripresa.

     

    Occorre creare isole di silenzio

    per non essere soli.

    Occorre creare isole di silenzio

    Nelle occupazioni più assorbenti,

    Per non essere dei travolti,

    Per dominare le cose

    E non lasciare che le cose ci travolgano.

    Dio ci vuole dominatori delle cose,

    Non fuscelli travolti dalle acque.